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Indagine EduCarie: ancora tanta disinformazione sulla carie. I dati shock dell’AIC

Indagine EduCarie, ancora tanta disinformazione

La carie è la  malattia più diffusa al mondo eppure c’è ancora tanta disinformazione a riguardo, ce lo dice l’indagine EduCarie. 


La carie può presentarsi a qualunque età ma con picchi di incidenza maggiori a 6, 25 e dopo i 70 anni. 2,5 miliardi sono le persone colpite, 640 i bambini con i denti da latte cariati e 190 milioni i nuovi casi ogni anno. Per quanto riguarda l’Italia il 95% degli italiani deve fare i conti con la carie almeno una volta nella vita.  
Dall’indagine EduCarie promossa da AIC (Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa) e presentata durante il 19° Congresso Internazionale CONSEURO emergono dei dati molto preoccupanti. La disinformazione non riguarda infatti solamente i pazienti ma gli stessi dentisti.
EduCarie è stata condotta su 1000 genitori di under 14 e evidenzia anche dei dati positivi. Rispetto ai dati ISTAT del 2013 che ci dicevano che solo il 39% degli italiani si era rivolto al dentista almeno una volta l’anno la situazione sembra decisamente migliorata. Nel 2017 infatti il 56% degli under 14 e il 52% degli adulti si è sottoposto a una visita dentistica. 9 genitori su 10 dichiarano di aver portato i propri figli dal dentista almeno una volta nell’ultimo anno (2017).

Carie: poche idee ma confuse

Nonostante i dati positivi la preoccupazione riguarda la disinformazione per quanto riguarda le prassi di prevenzione da parte degli italiani e le insufficienti diagnosi precoci e corrette da parte dei dentisti.

I dati interessanti che emergono dall’indagine EduCarie riguardano sia i falsi miti da sfatare tra la popolazione, sia la necessità di aggiornamento da parte dei dentisti.

Oltre la metà dei genitori non sa che l’eccesso di zuccheri la scarsa igiene orale sono la causa principale di carie e sottovalutano l’importanza di curare anche i denti da latte per il mantenimento della salute orale. Non sanno inoltre che se non curati i denti da latte cariati possono danneggiare o ostacolare la nascita dei denti permanenti e non sanno che la carie può evolversi in pochi mesi. 1 persone su 3 si lava i denti solo una volta al giorno, 1 su 4 quando si ricorda o ha tempo. Un bambino/adolescente su 4 si lava i denti solo quando sono i genitori a dirglielo. 1 persona su 5 conosce le principali cause di carie e 1 su 10 non sa addirittura cosa sia realmente. Il 70% degli italiani dichiara di avere una vera e propria fobia del dentista.

Sul fronte odontoiatri il 70% dei dentisti utilizza soltanto la radiografia panoramica, che ha una bassa accuratezza diagnostica, mentre solo il 30% dei dentisti esegue mini-RX che hanno la più alta accuratezza diagnostica. Appena il 20% dei dentisti usa la diga dentale

La visita da sola non “vede” la maggioranza delle carie, soprattutto quelle piccole e fra dente e dente. La bocca poi deve essere pulita, asciutta e ingrandita per poter davvero valutare lo stato dei denti: se per esempio prima non viene rimossa la placca è come se un carrozziere cercasse di valutare un danno all’auto senza prima lavarla – spiegano Federico Ferraris, responsabile del progetto hAICarieGiovanni Sammarco, membro della commissione del progetto – Anche la panoramica, utilizzata dal 70% dei dentisti, non ha una sufficiente accuratezza perché ha un coefficiente di distorsione e ingrandimento del 15-30% e soprattutto sono sempre presenti sovrapposizioni di strutture dentali. Gli esami radiologici più efficaci sono le piccole radiografie endo-orali che oggi usa solo il 30% dei dentisti, da ripetere regolarmente (ogni 6 o 12 mesi), o più di rado in base al grado di rischio di sviluppare carie del singolo paziente: in questo modo si possono vedere anche le piccole carie superficiali, per interventi che poi risultano poco invasivi, più semplici e meno costosi rispetto a dover risolvere una carie profonda. Importante anche la diga, per intervenire in sicurezza su denti ben visibili e asciutti, ma anche in questo caso purtroppo solo il 20% dei dentisti la impiega”.

 

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