Estetica

 

 

 

 

 

 

Cosmesi

L’odontoiatria cosmetica è quella branca dell’odontoiatria che si basa su procedure tecniche atte a migliorare l’estetica del paziente.
I pazienti prendono come riferimento il bello dei sorrisi dei professionisti del cinema o della TV, non valutando che molti di questi non sono espressione di una dote naturale, ma sono il risultato di terapie più o meno complesse.
Una delle richieste più frequenti, in particolare tra i giovani, è lo sbiancamento della dentatura naturale.

Un’altra indicazione al trattamento cosmetico è rappresentata dalla presenza congenita o acquisita di spazi abnormi tra i denti o di anomalie della loro forma.
Queste situazioni determinano la presenza di spazi anomali tra i denti creando delle zone d’ombra che appaiono come “buchi neri”.

Questo accade con una certa frequenza nei soggetti affetti da malattia parodontale (piorrea), dove la retrazione gengivale comporta una scopertura delle radici dei denti e la comparsa di spazi tra un dente e l’altro, spazi precedentemente riempiti da osso e gengiva. Con i materiali compositi a nostra disposizione è possibile modificare opportunamente i profili di denti adiacenti in modo da ridurre le zone d’ombra e migliorare l’estetica di un sorriso.

Sbiancamento

Lo sbiancamento è una procedura che consiste nell’applicazione ripetuta per alcune sedute di uno sbiancante sulla superficie dentale.
I denti vivi presentano un colore assolutamente in armonia con le caratteristiche somatiche dell’individuo, ma che, con l’età, tende a scurire.
Il colore naturale può, tuttavia, subire delle alterazioni cromatiche durante lo sviluppo del feto in seguito all’assunzione di antibiotici (tetracicline) da parte della madre durante la gravidanza.
Una variazione sgradevole di colore può essere anche la conseguenza della devitalizzazione del dente, ovvero dell’asportazione della polpa, sia per la conseguente disidratazione, che comporta un “ingrigimento” del dente, sia per errori tecnici, ovvero l’otturazione del canale con materiali colorati che eccedono rispetto alla lunghezza del canale radicolare e quindi traspaiono conferendo al dente una colorazione bruna, giallastra e persino arancio.

   

Esistono due tecniche di sbiancamento: professionale(“in office”) e domiciliare.
Lo sbiancamento professionale viene eseguito nello studio e consente un buon controllo della modalità con cui il materiale sbiancante, ad alta concentrazione, viene applicato sui denti tramite una mascherina in resina.
Il trattamento avviene mediamente in 4 sedute di 1 ora.
Nello sbiancamento domiciliare è lo stesso paziente ad applicare nella mascherina notturna il materiale sbiancante a bassa concentrazione, il trattamento può durare 1-2 mesi ed il risultato è, secondo quanto viene riportato dalle ricerche scientifiche, sovrapponibile.
Una differente situazione clinica è lo sbiancamento professionale dei denti precedentemente devitalizzati.
Lo sbiancante ad alta concentrazione viene posto all’interno del dente e deve essere cambiato dopo qualche giorno fino ad ottenimento del miglior risultato possibile.

Recessioni

Un altro inestetismo è rappresentato dalla recessione gengivale semplice, ovvero senza perdita di osso tra i denti. In questo caso una parte della radice è scoperta ed il dente sembra più lungo.
La recessione gengivale si può manifestare come conseguenza di un trauma meccanico sulla gengiva, come l’uso troppo vigoroso dello spazzolino da denti.
La recessione gengivale può essere coperta mediante innesti di gengiva a ricopertura della radice esposta.